L’emergenza sociale e le Istituzioni, un rapporto necessario in uno scenario di crisi

Le riforme istituzionali costituiscono l’agenda politica in uno dei momenti di maggiore difficoltà sociale della storia repubblicana: l’8 per cento delle famiglie italiane vive in una condizione di povertà assoluta e nel Sud Italia la percentuale raggiunge il 11,3%.

Per povertà assoluta si intende non riuscire a recepire i beni e servizi di base necessari per conseguire uno standard di vita minimamente accettabile, soprattutto in Italia. L’Istat vi aggiunge un ulteriore elemento di analisi da considerarsi un campanello d’allarme molto forte.

Nel 2011 i risparmi hanno iniziato a diminuire ripercuotendosi sulla condizione economica degli italiani e sui loro consumi. È evidente che in questa situazione economica scottante sono messi pericolosamente a rischio i diritti più elementari e insindacabili: almeno un ragazzo su dieci incontra serie difficoltà nel completare il percorso di studi obbligatorio. Per non parlare poi di quello universitario. Altrettanto si può dire del diritto alla salute.

L’emergenza sociale della crescente povertà assoluta, se davvero la si vuole affrontare, richiede misure economiche immediate, che non sono riforme, ma assistenza umanitaria.