Cresce l’esercito dei profughi

 

LECCO SONO OSPITI AL BIONE, FERRHOTEL DI VIA FERRIERA E AGLI ARTIGIANELLI DI CREMENO

In provincia quasi 900 gli immigrati che chiedono asilo politico

Il flusso migratorio causato dalla guerra in Siria e dal terrorismo internazionale non si arresta. E così continuano ad arrivare ancora migranti nella provincia di Lecco. Sono 870 i richiedenti asilo politico. La maggior parte di loro si trova nel centro di accoglienza del Bione, al Ferrhotel di via Ferriera e dagli Artigianelli a Cremeno. In tutti e tre i posti sono poco più di un centinaio i profughi. E proprio al Cara di Maggio di Cremeno ci sono parecchie iniziative create appositamente per i migranti. Uno su tutti un vero e proprio campionato di calcio disputato nel campetto della Clava a Ballabio. Al torneo partecipano otto formazioni e l’impegno non è da sottovalutare, saranno infatti una ventina gli incontri da qui ad aprile. <<I ragazzi si sono subito appassionati a questa attività – spiega Giuseppe Ranu, il direttore del centro d’accoglienza – che si inserisce pienamente nei percorsi educativi proposti dal nostro staff. Abbiamo selezionato una squadra approfittando del campo sportivo della colonia dove i ragazzi si allenano, ma a ripagare di tutti gli sforzi è soprattutto l’atmosfera che si è creata attorno a questi quindici atleti. I ragazzi che non giocano non fanno mai mancare il loro sostegno, seguono gli allenamenti e le partite, scattano foto e fanno filmati, discutono su come impostare la prossima partita e di quali errori sono stati fatti nella precedente. Insomma il calcio sta regalando a tutti loro dei momenti di normalità e di entusiasmo. Non è un caso se per ogni partita il nostro pulmino è costretto a fare più viaggi per non farci mancare mai la tifoseria. E ripagano così anche il nostro impegno>>. La squadra di calcetto è solo una delle tante iniziative messe in pratica dalla struttura della Domus Caritatis per i richiedenti asilo. Attualmente a Maggio il numero degli ospiti resta stabile sul centinaio, ma prosegue con sacrificio il loro percorso di integrazione. Ogni giorno dalle 3 alle 7.30 del pomeriggio gli ospiti seguono il corso di lingua italiana, divisi in quattro classi a seconda della loro preparazione: qualcuno ha già superato il primo esame di lingua mentre qualcun altro si sta preparando per le sessioni invernali. Tutti tra i 20 e i 35 anni, molti di loro lavoravano come carpentieri, falegnami, muratori, elettricisti, e la mortificazione maggiore una volta arrivati in Italia è non poter lavorare e di conseguenza non riuscire a spedire qualche soldo a casa. In attesa delle prassi burocratiche il centro opera anche per l’inserimento nel mondo del lavoro, innanzitutto iscrivendo i ragazzi in regola all’ufficio del lavoro. E presto potrebbe anche esserci l’opportunità di prestare servizio volontario in favore della comunità di Cremeno.

Fabio Landrini

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